13° Round Monster Energy AMA Supercross Series 2013

A Houston Villopoto agguanta il suo ottavo successo su 13. Con 21 punti di distacco, ormai il campionato 450 SX è suo.

Marvin Musquin, KTM/RED BULL FACTORY (Hardware Athena, Elettronica GET)
Marvin Musquin, KTM/RED BULL FACTORY (Hardware Athena, Elettronica GET)

250 SX

Tre gare al termine del campionato. Vince Wharton e consolida la sua posizione in classifica. Musquin, arrivato terzo, rallenta la sua rincorsa su Wil Hahn (GEICO Honda), che a Houston si piazza secondo. Alla partenza la spunta Freeberg, seguito a ruota da Marvin Musquin (KTM/RED BULL FACTORY) e Hann. Al secondo giro è testa a testa tra Musquin e Wharton, con quest’ultimo che, dopo un duro confronto, conquista il comando e lo mantiene fino alla fine. Al sesto giro Musquin si incaglia sulle whoops e riparte dalla quarta posizione. Neanche il tempo di fare due curve e rimonta al terzo posto. Punta dritto su Hann, secondo dietro Wharton. Ma fino all’arrivo la situazione non cambia.

Ryan Dungey, KTM/RED BULL FACTORY (Hardware Athena, Elettronica GET)
Ryan Dungey, KTM/RED BULL FACTORY (Hardware Athena, Elettronica GET)

450 SX

Otto vittorie su tredici per Villopoto, che rimane saldo al comando del campionato. A spianargli la strada verso il successo è lo stesso Millaps, solo quinto a Houston, che vede così aumentare il distacco dalla testa della classifica. La gara al Reliant Stadium di Houston regala tantissime emozioni. Alessi esce per primo dalla partenza, ma dopo mezzo giro viene raggiunto da Barcia e Villopoto, che conquista subito la prima posizione. Quello di Barcia è un fuoco di paglia: già al primo giro perde tre posizioni. Colpo di scena a cinque giri dalla fine: Stewart si cappotta ed è costretto al ritiro. Ne approfittano Ryan Dunjey (KTM/RED BULL FACTORY) e Canard, saliti rispettivamente al secondo e terzo posto, posizione da cui non si schioderanno fino alla fine, nonostante i ripetuti tentativi di attacco a Villopoto. Ma il pilota della Kawasaki non si fa impressionare e controlla tranquillamente la gara fino allo sventolio della bandiera a scacchi.